Storia

 

di Franco Sitton

Lo sci club dei giornalisti italiani sciatori (Gis) è stato fondato nel dicembre del 1958 in valle d’Aosta a Saint Vincent. I primi campionati nazionali di sci sotto l’egida del Gis si disputarono nel 1959 a Cervinia ma le prime sfide agonistiche fra  giornalisti sciatori risalgono agli anni Trenta: dal 1934 al 1937 campionati di fondo (e non di sci alpino!) sempre sulle nevi di Asiago, quindi nel ’38 ad Asiago, nel ’39 al Sestriere e nel ’40 a Santa Caterina Valfurva fondo e discesa.

Dopo gli anni della guerra e del primo dopoguerra i campionati di sci per giornalisti ripresero nel 1949 a Colle Isarco e continuarono praticamente sempre sulle nevi altoatesine dalla val Gardena all’Alpe di Siusi fino al 1954. Ancora un’interruzione di due anni (1955-56) prima che Ortensio Vischi, uno dei pionieri della sede Rai di Bolzano, riuscisse a organizzare nuovamente a Colle Isarco, a un tiro di schioppo dal Brennero, la quattordicesima edizione dei campionati. Correva l’inverno nevoso del ’57. La “matricola” Gianni Bianco, giornalista alle prime armi, ricordava così il suo debutto: “Ci andai dalla vicina Bolzano convinto di una scampagnata fra illustri firme, mi trovai invece nel mezzo di un manipolo assatanato di competitori, tutti sciolina e coltello fra i denti. Non potete immaginare che ciclone era a quei tempi Renato Venturini”.

Nel frattempo era stato fondato a Parigi negli anni della guerra fredda lo Scij, il club internazionale dei giornalisti amici dello sci e della montagna, con l’obiettivo di creare un’occasione d’incontro e soprattutto di amicizia fra colleghi dell’est e dell’ovest che a quel tempo nemmeno si salutavano alle conferenze stampa. Allo Scij naturalmente aderì il Gis che era stato appena costituito: nell’albo d’oro dei “rencontres” dello Scik figurano nelle prime edizioni due nomi famosi nel mondo del giornalismo e degli sport invernali, Rolly Marchi e Mariagrazia Marchelli.

Primo presidente del Gis fu il milanese Adriano Ravegnani che passò negli anni ’60 il testimone al vulcanico napoletano Alfredo Pigna. Dopo le presidenze “romane” di Giorgio Rossi e di Giancarlo Calzolari il Gis venne guidato per parecchi anni da Gianni Bianco di Bolzano e da Giorgio Viglino di Torino, infine Roberto Micalli di Trieste a segnare il passaggio da un millennio all’altro per arrivare ai giorni nostri con Massimo Mascini e con il ritorno… alla Capitale con le presidenze di Mario Sensini e Filippo Cicognani. Prima di tornare al Nord, a Torino, con l'attuale presidenza di Francesco Marino.

Sono passati più di ottanta anni dalla prima gara di fondo per giornalisti (era il 1934 ad Asiago) e sono finite in archivio oltre 70 edizioni dei nostri campionati che rappresentano ogni inverno il principale appuntamento “agonistico” per i soci del Gis. Abolite per ragioni di sicurezza le pazzesche ed entusiasmanti gare di discesa libera e di super-g ai nostri giorni i campionati nazionali sono articolati in tre competizioni (gigante, speciale e fondo) e nella gran combinata che premia lo sciatore polivalente per eccellenza.

Oltre all’appuntamento internazionale dello Scij, pomposamente definito “campionato del mondo” e riservato a una pattuglia di 12-15 giornaliste e giornalisti, vengono organizzate dal Gis altre manifestazioni. Fra tutte spicca il corso settimanale allo Stelvio malgrado la scarsa partecipazione negli ultimi tempi per la crisi dello sci estivo: da quaranta anni ogni fine estate la settimana sul “ghiacciaio delle aquile” (ma chi le ha mai viste?) costituisce un’occasione di apprendimento e di miglioramento tecnico notevoli. Già anni fa Gianni Bianco nella sua veste di presidente e di esperto di sci osservava che dopo i corsi allo Stelvio “il livello tecnico dei giornalisti sugli sci è decisamente buono con punte ottime”. Altra interessante e curiosa osservazione: ”Lo spirito della gara non è affatto inferiore a quello delle origini, anzi all’interno delle nostre ormai lunghe classifiche ci sono sempre altre gare, delle sfide fra due, tre, quattro colleghi, che si ripetono da anni e che sono il vero sale dei nostri incontri”.

Per tanti anni classifiche per categorie, professionisti e pubblicisti sempre separati, alla fine degli anni ’60 in gara le prime giornaliste sciatrici, con la presidenza Viglino classifiche con  tempi assoluti e con tempi compensati per dare qualche “chanche”  ai meno giovani. In realtà le complicate classifiche compensate, elaborate prima manualmente con gran disperazione degli organizzatori e quindi al computer con programmi ad hoc, hanno premiato frequentemente i “vecchietti” lasciando aperto l’antico quesito: mancano giornalisti “giovani e forti” o quelli della “terza età” hanno sette vite?

Forse il futuro ci riserverà nuove formule, nuovi regolamenti e nuovi statuti che saranno varati in assemblea con valanghe di interventi ed emendamenti. In stile parlamentare o in stile condominiale? Forse in “stile giornalistico” anche se non sarà il caso di perdere due ore (assemblea di tanti anni fa all’hotel Sertorelli dello Stelvio in una giornata nevosa, ventosa, nebbiosa) per un cavillo linguistico: i custodi – chiamiamoli così – del nostro fair play sono i proboviri o i probiviri?